Accademia di Belle Arti di Carrara
LA STORIA
IL SETTECENTO
L'atto di fondazione dell'Accademia di Belle Arti di Carrara risale al 26 settembre 1769. Ne fu patrona Maria Teresa Cybo, duchessa di Massa e principessa di Carrara, moglie di Ercole III, duca di Modena.
Esisteva una precedente tradizione di avviamento alla scultura, intrapresa da singoli allievi privati, che divenivano mecenati dei propri allievi; seguendo il consiglio di uno scultore carrarese, Giovanni Domenico Olivieri, che aveva assistito alla fondazione dell'Accademia di Madrid da parte di re Ferdinando di Borbone, Maria Teresa istituzionalizzò un bisogno di formazione scolastica e di confronto con esperienze artistiche diverse espresso da una tradizione artigianale in espansione.
L'Accademia viene creata con lo scopo di promuovere lo sviluppo delle arti, sostenendo nel contempo l'industria e il commercio del marmo. Furono istituite pertanto le sezioni della Scuola di Scultura e della Scuola di Architettura. Il "Direttore Primario" della Scuola di Scultura fu Giovanni Antonio Cybei. L'"ispettore" della Scuola di Architettura fu Filippo Del Medico, che progettò anche la sede dell'Accademia.
Per ospitarne i corsi fu costruita infatti una sede apposita (l'attuale Palazzo Rosso, che ospita la Biblioteca Civica), i cui lavori iniziarono nel 1771; inoltre, nel 1781, Maria Teresa istituì una tassa una tassa sui marmi per finanziare i costi della scuola.
Ai primi anni piuttosto promettenti ne seguirono altri di decadimento, a causa della morte della fondatrice e per le ripercussioni in Italia della Rivoluzione del 1789.
Quando Massa e Carrara vennero annesse alla
Repubblica Cisalpina (1796) di recente costituzione, Ercole III, ritornato
da Modena, adottò alcune disposizioni che assicurarono
l'esistenza della Scuola, garantendone al tempo stesso
l'importanza e il decoro. All'alta direzione fu posta la
Commissione della Pubblica istruzione e si costituì la Scuola di
Ornato. Dopo questa momentanea ripresa, l'Accademia affrontò
anni molto duri fino a quando Napoleone riconquistò la Penisola.
L'OTTOCENTO
Nel 1805 l'Accademia assunse il nome di "Eugeniana", in onore di Eugenio Beauharnais, viceré d'Italia e, in virtù di nuovi ordinamenti, divenne istituto di importanza nazionale. La struttura didattica si arricchì delle cattedre di Storia e Mitologia e di Anatomia pittorica.
Attratti dalla necessità di disporre del marmo più pregiato per la statuaria, gli scultori più insigni del tempo, tra cui Canova, dovevano convenire a Carrara e non potevano ignorare l'Accademia: molti di essi fecero dono di "calchi" e di "gessi", onde permettere che l'Istituto potesse dotarsi di una gipsoteca.
Sotto Elisa Bonaparte Baciocchi, che resse il Ducato di Lucca e Piombino col Principato di Massa e Carrara, l'Accademia continuò nel modo migliore la sua attività didattica, giovandosi dell'insegnamento del pittore francese Desmarais, dello scultore Lorenzo Bartolini, del poeta Giovanni Fantoni e dello stesso Lorenzo Papi.
Nel 1810 Elisa Bonaparte assegnò all'Accademia l'attuale palazzo, ampliato e restaurato (successivi interventi sulla Rocca medievale furono approntati sin dal 1623 e andarono oltre il periodo di governo di Elisa, fino al 1863; nel 1924 vi fu bisogno di altri lavori di restauro a causa del terremoto del 1920).
Tra le benemerenze di Elisa vi fu anche quella dell'istituzione di un premio il cui vincitore poteva trascorrere un periodo di tre anni a Roma, presso gli ateliers di artisti famosi, per perfezionarsi nella disciplina scelta.. La sconfitta di Napoleone (1813) determinò un altro cambiamento nell'amministrazione della città, che ritornò sotto la duchessa Maria Beatrice, figlia di Maria Teresa e sposa di Ferdinando, Arciduca d'Austria.
Il clima della Restaurazione portò cambiamenti nella struttura didattica: gli artisti stranieri, senza la protezione di Elisa, si trovarono in una situazione molto precaria, tanto che nel 1816 furono invitati ad andarsene dai Regi Stati Estensi. Nonostante ciò l'Accademia ebbe un nuovo regolamento e un nuovo organico, mantenendo le stesse discipline di insegnamento e le disposizioni che ne regolavano i concorsi. Nel 1820 erano istituite la Scuola del Nudo, la Scuola della Sala dei Gessi, la Scuola elementare di Figura, la Scuola di Architettura, la Scuola degli Ornati, la Scuola di Storia e Mitologia, la Scuola di Anatomia. La durata dei corsi era quadriennale.
Alla morte di Maria Beatrice (1829) il potere passò nelle mani dei duchi Francesco IV e, successivamente, Francesco V, i quali lo gestirono in modo personale e arbitrario; tale gestione politica ebbe ripercussioni negative sull'andamento dell'istituto. Se l'insegnamento poté essere assicurato e gli alunni, pensionati a Roma, continuarono ad essere assistiti, fu merito dello scultore carrarese Ferdinando Pelliccia il quale, nominato insegnante nel 1836 e poi direttore nel 1846, si dedicò con grande passione e senso di responsabilità, fino al 1895, alla vita dell'Accademia.
Nel 1861, con l'Unità d'Italia, l'Accademia ebbe un regolamento ministeriale che ne stabiliva l'ordinamento e ne disciplinava le attività didattiche; era previsto un piano di studi quadriennale per la sola Scuola di Scultura e gli allievi potevano essere ammessi a dodici anni.
Durante questo lungo periodo passarono nella scuola generazioni di alunni, molti dei quali si fecero conoscere e apprezzare a livello internazionale per le loro doti artistiche; tra gli altri possiamo ricordare Carlo Finelli, Pietro Fontana, Pietro Tenerani, Bernardo Raggi,. Giovanni Tacca, Luigi Bienaimè, Benedetto Cacciatori, Carlo Chelli e altri ancora.
I regolamenti rimasero immutati (tranne
parziali modifiche del 1895 relative all'insegnamento) fino al
1923.
IL NOVECENTO
Nel 1923 un regio decreto rifondò l'attuale Accademia con la sola Scuola di Scultura, della durata di quattro anni. Nel 1969 fu istituita anche la Scuola di Pittura, nel 1978 quella di Scenografia e solo nel 1991 quella di Decorazione.
Dal 1923 ad oggi la normativa non ha subito sostanziali modifiche, se non di ordine burocratico-amministrativo. La principale innovazione è stata l'introduzione nel 1970 dei corsi speciali, la cui frequenza era inizialmente facoltativa e tale rimase fino al 1977, quando venne stabilita l'obbligatorietà della loro introduzione nel curriculum di studi dell'Accademia.
Anche nell'Italia Repubblicana l'Accademia di Belle arti di Carrara è rimasta un punto di riferimento importante, soprattutto per la scultura, a livello internazionale. Da ricordare che alla direzione e alla presidenza dell'istituto si sono avvicendati intellettuali di chiara fama (come Floris Ammannati) o artisti di prestigio (come, fra i più recenti,., Floriano Bodini).
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