La Cataratta

Cosa e' la cataratta ?

La cataratta e' una opacizzazione della lente che si trova all'interno dell'occhio. Questa lente prende il nome di cristallino e separa la camera anteriore dell'occhio da quella posteriore (Fig. 1).

Figura 1.

Il cristallino focalizza la luce sulla retina in maniera da produrre una immagine nitida. Quando la lente si opacizza i raggi luminosi sono bloccati o deviati causando cosi' una visione annebbiata, con ridotto contrasto, scarsa visione dei colori ed abbagliamento per i raggi diffratti.
Ancora oggi esistono molte convinzioni errate riguardo alla cataratta: ad esempio non e' assolutamente vero che una cataratta insorta in un occhio si possa propagare all'occhio controlaterale, mentre e' possibile che l'opacita' del cristallino possa svilupparsi pressoche' contemporaneamente nei due occhi; la cataratta non si sviluppa in seguito alla attivita' visiva o all'uso di occhiali e di solito insorge gradualmente nell'arco di alcuni anni; la cataratta non e' correlata al cancro.

Cause e sintomi

Ci sono diversi tipi di cataratta e tutti sono dovuti a modificazioni nella composizione chimica della lente che comportano una riduzione della sua trasparenza.
Le cause di queste modificazioni possono essere molteplici: invecchiamento; traumi oculari; malattie e alterazioni oculari e sistemiche; difetti ereditari o congeniti.
Il normale processo di invecchiamento puo' causare l'indurimento del cristallino e la sua opacizzazione. Questo tipo di cataratta e' chiamato cataratta senile ed  il tipo piu' comune.
Anche i bambini, al pari degli adulti, possono sviluppare la cataratta. Quando la cataratta si manifesta nei bambini di solito e' trasmessa geneticamente dai genitori. In altri casi l'opacita' del cristallino puo' essere causata da stati infettivi o infiammatori che si verificano durante la gestazione e che colpiscono il nascituro. Questo tipo di cataratta e' chiamato cataratta congenita.
I traumi oculari possono causare la cataratta in soggetti di qualsiasi eta'. Traumi perforanti oculari, ferite, calore intenso o traumi chimici possono danneggiare la lente e determinare l'insorgenza di una cataratta traumatica.
Anche alcuni farmaci, tra cui i cortisonici, o malattie oculari e sistemiche come il diabete possono favorire l'opacizzazione del cristallino e causare cataratta.
Fra i sintomi che piu' comunemente vengono riferiti durante lo sviluppo della cataratta troviamo: visione offuscata o doppia; ipersensibilita' alla luce (fotofobia) e abbagliamento; percezione dei colori meno vivida; necessita' di cambi frequenti della prescrizione degli occhiali.
Inoltre puo' accadere che i Pazienti affetti da presbiopia siano in grado di vedere meglio da vicino rispetto al periodo precedente l'insorgenza della cataratta a causa di una progressiva miopizzazione dell'occhio dovuta all'indurimento del cristallino. La pupilla, che normalmente appare nera, puo' alla lunga apparire di un colore giallastro o addirittura bianca (Fig. 2).

Figura 2.

Diagnosi

Di solito la cataratta viene diagnosticata con l'ausilio di appropriati strumenti. Se il Paziente riferisce un offuscamento della visione od altri sintomi e' opportuno che si rivolga al proprio oculista per effettuare una visita oftalmologica completa.
L'oculista esamina l'occhio per determinare il tipo, le dimensioni e la sede dell'opacita' del cristallino. La parte posteriore dell'occhio potra' inoltre essere esaminata con un oftalmoscopio per valutare se ci sono altre alterazioni oculari che possono contribuire alla riduzione del visus.

Terapia

Ad oggi non e' stata dimostrata l'efficacia dei vari farmaci (colliri, compresse) per la cataratta. Pertanto quando la cataratta causa una visione insufficiente l'unico trattamento efficace e' l'intervento chirurgico.

Quando operare la cataratta
L'intervento va eseguito quando il Paziente ritiene di non avere una visione sufficiente in rapporto alle proprie necessita'. Pertanto generalmente e' il Paziente che sceglie il momento dell'intervento senza che venga forzato ad anticipare o ritardare l'intervento stesso.

Gli esami preoperatori
Salvo casi eccezionali, gli esami preoperatori (Rx torace, elettrocardiogramma, esami del sangue) vengono eseguiti da esterni in modo che al momento del ricovero il Paziente  pronto per l'intervento.

Il ricovero
Il giorno del ricovero il Paziente viene esaminato per compilare la cartella clinica. Viene inoltre eseguita la biometria: si tratta di un esame ecografico che serve a determinare il potere della lente da inserire dentro l'occhio al posto del cristallino catarattoso.

La preparazione all'intervento
Durante la preparazione all'intervento vengono instillati frequentemente colliri per dilatare la pupilla per rendere pi facile l'intervento stesso. Viene inoltre posto un pesino sull'occhio onde ridurre la pressione dell'occhio stesso. Se il medico lo ritiene necessario viene effettuata un'iniezione sedativa.

L'anestesia
Generalmente viene impiegata l'anestesia locale. Tale anestesia si ottiene con due punture in vicinanza dell'occhio. Essendo le zone in cui si inietta l'anestetico non molto fornite di terminazioni nervose, le iniezioni non risultano molto dolorose. Per ragioni di sicurezza prima dell'intervento viene incannulata una vena in modo che sia prontamente disponibile in caso di necessita' (per es. per iniettare un antidolorifico nel caso in cui il Paziente avvertisse dolore). Durante l'intervento stesso sono inoltre monitorizzate continuamente sia la pressione arteriosa sia la funzione cardiaca.

L'intervento
E' falso sostenere che la cataratta si opera col laser. L'estrazione della cataratta e l'impianto della lente intraoculare necessitano di un intervento chirurgico.
La metodica piu' moderna di estrazione della cataratta e' la facoemulsificazione. Con questa tecnica la cataratta non viene estratta attraverso un grosso taglio ma aspirata con un piccolo ago che vibra attraverso un taglio molto piccolo. Viene inoltre conservata la capsula del cristallino ed al suo interno viene posta una lente di piccolo diametro. L'impiego di un taglio molto piccolo consente di porre un solo punto o addirittura di non porre punti. L'occhio  pochissimo traumatizzato ed il recupero visivo estremamente rapido. L'intervento dura 30 minuti circa.
Qualora la capsula su cui poggia la lentina si opacizzi a distanza di tempo dall'intervento, riducendo l'acuita' visiva, si effettua con il laser un piccolo foro nella capsula stessa; il trattamento viene eseguito ambulatoriamente senza aprire l'occhio.

Dopo l'intervento
Il Paziente torna in camera, puo' sedersi in poltrona e consumare un pasto leggero; di solito non e' necessaria l'assistenza dei familiari per la notte. Il giorno dopo il Paziente viene dimesso con la prescrizione di alcuni colliri e, seguendo poche precauzioni, puo' riprendere la vita normale. In pratica e' consentito guardare la televisione o leggere il giornale; sono invece da evitare per i primi tempi quelle situazioni che possono irritare l'occhio (vento, contatto diretto con l'acqua, strofinamenti, ecc.).

I controlli
Generalmente il Paziente viene controllato il primo giorno dopo l'intervento, poi a distanza di una settimana, di tre settimane e di due mesi.

Il risultato
Con la facoemulsificazione il risultato e' ottimo e stabile precocemente per cui si possono prescrivere fino dalla prima settimana le eventuali lenti correttive.

Torna indietro.

Torna alla pagina principale.