Farmaci antivirali

Indice del capitolo

Introduzione
Aciclovir
Citarabina
Idoxuridina
Interferone
Trifluridina
Idoxuridina + Colistina + Tetraciclina + Xantopterina

Introduzione
La maggior parte delle infezioni virali interessanti l'occhio sono causate da agenti appartenenti al gruppo degli herpes virus che rispondono usualmente abbastanza bene al trattamento. La sede dell'infezione virale influenza notevolmente l'efficacia dei farmaci chemioterapici: le infezioni superficiali della cornea sono usualmente suscettibili di trattamento con farmaci somministrati topicamente mentre, in caso di interessamento stromale, e' spesso necessario effettuare una terapia locale associata ad un trattamento per via sistemica.
Soltanto pochi farmaci di impiego clinico sono disponibili per la terapia antivirale in quanto la maggior parte dei farmaci che inibiscono la replicazione virale disturbano in maniera rilevante anche la funzione delle cellule dell'organismo ospite risultando quindi tossici. I virus sono infatti parassiti endocellulari obbligati ed un farmaco, per essere efficace, deve agire a livello intracellulare il che puo' favorire l'insorgenza di fenomeni tossici a carico della cellula ospite.
Nella maggior parte delle infezioni virali, la replicazione del virus raggiunge il massimo livello prima dell'inizio della sintomatologia clinica per cui, al fine di essere terapeuticamente efficaci, i farmaci inibenti la replicazione virale dovrebbero essere somministrati prima della comparsa della malattia, cioe' come chemioprofilattici. In alcune malattie virali (ad esempio cheratite da herpes simplex) la replicazione dell'agente infettante si verifica per lunghi periodi di tempo per cui una parziale inibizione di tale replicazione puo' favorire la guarigione.
Il meccanismo di azione di molti farmaci antivirali e' sconosciuto anche se, solitamente, gli antivirali somministrabili topicamente interferiscono con la replicazione dei virus alterando la sintesi di DNA.
L'idoxuridina, la citarabina, l'aciclovir e la trifluridina sono efficaci nel trattamento delle infezioni da herpes simplex che interessano la congiuntica e la cornea.
Il ganciclovir (non in commercio in Italia) e' indicato nei pazienti immunocompromessi con retinite da citomegalovirus e per la prevenzione dello stesso tipo di retinite nei pazienti sottoposti a trapianti. Il foscarnet (non in commercio in Italia) e' indicato solo nei pazienti con AIDS affetti da retinite da Citomegalovirus.v Le infezioni virali, specialmente la cheratocongiuntivite epidemica, sono spesso associate a congiuntivite follicolare e a linfoadenopatia preauricolare. Attualmente questo tipo di infezione virale non risponde a nessun tipo di terapia.

ACICLOVIR
L'aciclovir e' un antivirale altamente attivo, in vitro, contro i virus Herpes simplex tipo I e II e Varicella-Zoster. E' un analogo della purina simile come struttura alla vidarabina ma con l'anello del desossiribosio aperto (nucleoside aciclico).

Meccanismo di azione
Una volta entrato nella cellula infettata dai virus erpetici, l'aciclovir viene trasformato in aciclovir trifosfato che e' la forma attiva del farmaco.
Il primo stadio del processo di fosforilazione e' dipendente dalla timidina chinasi codificata dal virus. L'aciclovir trifosfato agisce sia come substrato che come inibitore della DNA-polimerasi virale bloccando il proseguimento della sintesi del DNA virale senza interferire con i normali processi cellulari. Il farmaco e' inattivo nei tessuti normali.
L'eventuale resistenza all'aciclovir e' conseguente ad una mutazione virale che causa l'assenza dei geni per la timidina chinasi e/o per la DNA polimerasi.

Indicazioni
Cheratiti da herpes simplex e zoster.

Controindicazioni
Ipersensibilita' all'aciclovir.

Effetti indesiderati
In una piccola percentuale di pazienti si puo' avere un moderato e transitorio bruciore subito dopo l'applicazione del farmaco. Si e' osservata anche la comparsa di cheratopatia puntata superficiale che di solito regredisce senza sequele.
In alcuni pazienti e' stata segnalata la comparsa di irritazione ed infiammazione locale come blefarite e congiuntivite.

Interazioni con altri farmaci
Il probenecid aumenta l'emivita media e l'area sotto la curva delle concentrazioni plasmatiche dell'aciclovir somministrato per via sistemica. L'esperienza clinica non ha rilevato interazioni con altri farmaci.

Precauzioni
In gravidanza e durante l'allattamento il farmaco deve essere utilizzato solo in caso di assoluta necessita' e sotto diretto controllo medico.
Non sono segnalati fenomeni di assuefazione o dipendenza dal farmaco.

Informazioni per il paziente
Non sono noti effetti negativi dell'aciclovir sulla capacita' di guidare e sull'uso delle macchine.

Farmacocinetica
L'aciclovir viene rapidamente assorbito attraverso l'epitelio della cornea ed i tessuti superficiali dell'occhio, fino a raggiungere nell'umor acqueo concentrazioni efficaci.
Con le attuali tecniche non e' possibile misurare concentrazioni ematiche di aciclovir dopo applicazione topica del farmaco, tuttavia tracce della sostanza possono essere dosate nelle urine anche se a livelli non significativi dal punto di vista clinico.

Forme farmaceutiche e posologia
Pomata oftalmica. Applicare 0,5-1 cm di pomata nel sacco congiuntivale inferiore, 5 volte al giorno ad intervalli di circa 4 ore. La terapia deve continuare per almeno tre giorni dopo la guarigione.
Conservare a temperatura non superiore a 25 gradi centigradi.

Specialita'
Acyvir Oftalmico Pomata (Delalande Isnardi) POMATA: Aciclovir 3%.
Cycloviran Pomata Oftalmica (Sigma-Tau) POMATA: Aciclovir 5%.
Sifiviral (Sifi) POMATA: Aciclovir 3%.
Zovirax Oftalmico Pomata (Wellcome) POMATA: Aciclovir 3%.

CITARABINA
La citarabina e' un antimetabolita che possiede in vitro e in vivo attivita' antivirale contro il virus herpes simplex tipo 1 e 2 e contro il virus varicella-zoster. Rispetto ai farmaci analoghi presenta una maggiore solubilita' nell'epitelio corneale e un'efficacia terapeutica notevole in casi di affezioni resistenti ad altri medicamenti.

Meccanismo di azione
Si pensa che la citarabina interferisca con le fasi precoci della sintesi del DNA. In particolare essa blocca la conversione della citosina-ribosio in citosina deossiribosio: la formazione di DNA virale viene pertanto inibita.

Indicazioni
Trattamento della cheratocongiuntivite acuta e della cheratite epiteliale ricorrente dovuta al virus herpes simplex tipo 1 e 2. Talora e' efficace contro il medesimo tipo di cheratiti che non rispondono al trattamento con idoxuridina. Utile anche nel trattamento delle congiuntiviti da adenovirus, da mollusco contagioso, da virus vaccinico e nella oftalmoblenorrea dei neonati.

Controindicazioni
Ipersensibilita' individuale accertata verso il prodotto.

Effetti indesiderati
Talora possono insorgere bruciore, iniezione congiuntivale, sensazione di corpo estraneo, lacrimazione, dolore, cheratite superficiale puntata, occlusione dei puntini lacrimali.

Interazioni con altri farmaci
Gli antibiotici topici o gli steroidi possono essere impiegati in combinazione con la citarabina senza che si verifichi un incremento degli effetti indesiderati.

Precauzioni
Essendo stati dimostrato che la somministrazione di citarabina aumenta il rischio di anormalita' fetali in animali da esperimento, si consiglia di somminmistrare il prodotto solo in caso di assoluta necessita' durante la gravidanza e l'allattamento.
L'associazione con steroidi e' di solito controindicata nelle infezioni oculari da virus herpes simplex.
E'importante ricordare il rischio di effetti mutageni sulle cellule germinali maschili.
Non sono noti effetti da iperdosaggio.

Informazioni per il paziente
Evitare il contatto del beccuccio contagocce con l'occhio e i suoi annessi. Se non si verifica alcun miglioramento entro 7 giorni dall'inizio della terapia consultare immediatamente il medico.

Farmacocinetica
Il farmaco supera la barriera corneale anche se le quantita' riscontrate nell'umore acqueo sono molto basse. Il prodotto viene eliminato nelle urine come tale o sotto forma di citarabina.

Forme farmaceutiche e posologia
Collirio. Instillare nel fornice congiuntivale 1 goccia ogni 2 ore. Se non ci sono segni di miglioramento entro 7 giorni dall'inizio della terapia o se non si verifica la completa riepitelizzazione entro 21 giorni e' opportuno passare ad altre forme di terapia. Per evitare recidive e' consigliabile continuare il trattamento per una settimana dopo la scomparsa dei segni clinici.

Specialita'
Erpalfa (Intes) COLLIRIO: Citarabina 0,5%.

IDOXURIDINA
L'idoxuridina e' un antimetabolita analogo della timidina utilizzata in oftalmologia nel trattamento delle cheratiti da herpes simplex. Dal punto di vista biochimico e' quindi una pirimidina alogenata. E' in grado di inibire in vitro la maggior parte dei virus a DNA. L'efficacia e' paragonabile a quella della vidarabina, dell'aciclovir e della trifluridina.

Meccanismo di azione
La idoxuridina inibisce il processo di sintesi dell'acido desossiribonucleico (DNA) virale sostituendosi alla timidina durante il processo di replicazione del virus stesso. Inoltre interferisce anche con l'attivita' della timidina chinasi e della DNA polimerasi attraverso un processo di inibizione a feedback.

Indicazioni
Trattamento delle cheratiti da herpes simplex. I risultati ottenuti sono migliori nei pazienti con alterazioni epiteliali trattate precocemente rispetto ai pazienti con interessamento stromale.

Controindicazioni
Ipersensibilita' alla idoxuridina.

Effetti indesiderati
La somministrazione topica puo' causare dolore, irritazione, fotofobia, edema palpebrale lieve, formazione di panno superficiale e cheratite puntata. Talora si puo' verificare restringimento o occlusione dei puntini lacrimali.

Interazioni con altri farmaci
La somministrazione contemporanea di soluzioni contenenti acido borico puo' causare la formazione di precipitati che determinano irritazione.

Precauzioni
La idoxuridina e' in grado di superare la barriera placentare negli animali gravidi e puo' determinare malformazioni anche quando somministrata topicamente.
L'utilizzo in gravidanza e durante l'allattamento e' consigliato solo in casi estremamente gravi in cui e' necessario ricorrere a questo tipo di terapia. Molti ceppi di virus erpetico risultano resistenti al trattamento con idoxuridina. Se dopo 14 giorni di terapia non si ottengono risultati soddisfacenti e' opportuno interrompere il trattamento.
Per evitare recidive e' consigliabile continuare la terapia per almeno 5 giorni dopo la scomparsa dei segni clinici.
Il sovradosaggio non causa usualmente problemi, tranne piccoli difetti epiteliali corneali, che scompaiono con la cessazione della terapia.

Informazioni per il paziente
Evitare il contatto del beccuccio contagocce con l'occhio e i suoi annessi. Dopo la somministrazione puo' verificarsi fotofobia.
Interrompere il trattamento in caso di comparsa di effetti collaterali.

Farmacocinetica
La idoxuridina e' scarsamente solubile in acqua e penetra attraverso la cornea con difficolta', per cui la sua azione e' efficace solo in caso di lesioni epiteliali. Il farmaco viene rapidamente metabolizzato a livello tissutale in iodouracile, un composto inattivo.

Forme farmaceutiche e posologia
Collirio. Iniziare il trattamento instillando 1 goccia nell'occhio affetto ogni ora durante il giorno e ogni 2 ore durante la notte. Quando si e' ottenuto un miglioramento (evidenziabile mediante colorazione con fluoresceina) dimezzare la frequenza delle instillazioni. Continuare il trattamento per almeno 5 giorni dopo la scomparsa dei segni clinici.
In caso di cheratiti stromali puo' essere considerata l'associazione con steroidi.
In caso di rischio di infezioni e di gravi infiammazioni puo' essere utile la somministrazione contemporanea di steroidi o di atropina.
Conservare al riparo dalla luce e a temperatura compresa fra 15 e 30 gradi centigradi.

Specialita'
Iducher (Farmigea) COLLIRIO: Idoxuridina 2% POMATA: Idoxuridina 2%.

INTERFERONE
Gli interferoni costituiscono una complessa famiglia composta da diverse specie e numerose sottospecie di glicoproteine, normalmente liberate dalle cellule nel corso di aggressioni virali o in seguito a stimoli di vario genere, dotate di attivita' antivirale, antiproliferativa e immunomodulatrice.
Nell'uomo sono state individuate tre classi di interferon: interferon alfa, prodotto in prevalenza da leucociti; interferon beta, prodotto soprattutto da fibroblasti; interferon gamma prodotto dai T-linfociti.
Oggi si conoscono circa 20 sottotipi diversi di interferoni alfa umani geneticamente distinti: ciascun sottotipo possiede probabilmente una diversa efficacia clinica nelle diverse condizioni e presumibilmente tra di essi si realizza una forma di cooperazione e di interazione reciproca.

Meccanismo di azione
L'attivita' antivirale dell'interferone e' molto elevata e risulta evidente anche a concentrazioni infinitamente basse nei confronti di un ampio spettro di virus a DNA e a RNA, comprendente la maggior parte degli agenti virali patogeni per l'uomo. L'interferone non agisce direttamente sui virus, bensi' sulle cellule non ancora infettate, producendo in esse una serie di modificazioni che le preparano a respingere l'attacco virale.
In particolare l'interferone, dopo essersi legato ad uno specifico recettore situato sulla superficie cellulare, e' in grado di indurre i seguenti effetti: modificazione delle proprieta' di membrana cellulare che risulta piu' resistente alla penetrazione virale; sintesi di una 2'-5' oligoadenilato sintetasi che a sua volta attiva una endoribonucleasi che demolisce l'RNA virale e ne blocca la replicazione; sintesi di una proteina chinasi che, attraverso una fosforilazione ad opera dell'ATP, inattiva il peptide considerato l'iniziatore della sintesi proteica virale; sintesi di una fosfodiesterasi capace di inibire l'inserimento ribosomiale degli aminoacidi e quindi la sintesi di nuove proteine virali.

Indicazioni
Profilassi e terapia delle cheratocongiuntiviti da Adenovirus e delle infezioni oculari da virus dell'Herpes simplex.

Controindicazioni
Ipersensibilita' individuale accertata verso il prodotto.

Effetti indesiderati
Dopo instillazione puo' insorgere bruciore e irritazione oculare.
Benche' il passaggio in circolo dopo applicazione topica sia molto limitato, e' opportuno tener presente che l'impiego di interferon alfa per via sistemica puo' causare un lieve malessere similinfluenzale con brividi, febbre, cefalea e mialgia.

Interazioni con altri farmaci
L'associazione di interferone collirio con farmaci antivirali di sintesi quali iododesossiuuridina e aciclovir non solo non e' controindicata, ma puo' rappresentare una razionale associazione terapeutica, specie nelle infezioni sostenute da virus dell'Herpes simplex.
Il contemporaneo impiego di cortisonici e' invece sconsigliato perche' potrebbe comportare un ritardo nella guarigione delle lesioni. Possono essere eventualmente impiegati preparati oftalmici a base di antiinfiammatori non steroidei.

Precauzioni
Il prodotto puo' essere utilizzato durante la gravidanza e l'allattamento solo sotto stretto controllo medico.
Non sono riportati in letteratura casi di sovradosaggio dopo terapia topica con interferon.

Informazioni per il paziente
Evitare il contatto del beccuccio contagocce con l'occhio e i suoi annessi.
Non sono segnalati effetti sulla capacita' di guidare e sull'uso di macchine.
Il prodotto non deve essere utilizzato oltre i 30 giorni dopo la prima apertura del flacone.

Farmacocinetica
Dopo applicazione topica l'interferone ha una buona diffusibilita' tissutale, ma il suo passaggio in circolo e' molto limitato.
L'interferone circolante ha un'emivita piuttosto breve perche' la maggior parte di esso si fissa ai recettori cellulari e la rimanente parte viene rapidamente metabolizzata ad opera di rene e fegato.

Forme farmaceutiche e posologia
Collirio. Instillare nel sacco congiuntivale 1-2 gocce per occhio ogni 2 ore. E' opportuno eseguire l'applicazione anche nell'occhio non ancora colpito per prevenire l'infezione.
E' consigliabile protrarre l'instillazione per almeno sette giorni. A scopo profilattico, per evitare l'infezione nel corso di forme epidemiche, e' sufficiente instillare una goccia di interferon in entrambi gli occhi per 4 volte al giorno.
Il collirio deve essere conservato a temperatura compresa fra 4 e 8 gradi centigradi.

Specialita'
Alfaferone collirio (Bru-schettini) COLLIRIO: Interferon alfa da leucociti umani 3.000.000 UI/ml.
Frone gtt oculari (Serono) COLLIRIO: Interferone umano da fibroblasti 6.000.000 UI/ml.

TRIFLURIDINA
La trifluridina (trifluorotimidina) e' un analogo strutturale della timidina impiegata nel trattamento di alcuni tipi di infezioni virali dell'occhio. Dal punto di vista chimico e' simile all'idoxuridina ma la molecola e' alogenata a livello della base pirimidinica con tre atomi di fluoro legati al gruppo 5-metilico.
Studi in vitro hanno mostrato che essa inibisce efficacemente la replicazione del virus herpes simplex tipo I, che causa la cheratocongiuntivite primaria e la cheratite epiteliale ricorrente nell'uomo. In studi comparativi mascherati, principalmente su pazienti con ulcere dendritiche, la trifluoridina 1% in soluzione e' risultata efficace in piu' del 90% dei pazienti.

Meccanismo di azione
Lo specifico meccanismo di azione della trifluridina contro i virus herpes non e' esattamente conosciuto, ma e' stato dimostrato che questo farmaco inibisce alcuni enzimi coinvolti nella sintesi del DNA e che la trifluridina viene incorporata nel DNA. In particolare sembra ormai dimostrato che la trifluridina e' in grado di inibire gli enzimi timidilato sintetasi e timidina chinasi, essenziali per la fosforilazione delle basi facenti parte degli acidi nucleici prima dell'incorporazione nella catena.
Oltre alla sua attivita' antivirale, la trifluridina inibisce la crescita di varie cellule non infette di mammiferi in coltura.

Indicazioni
Cheratiti causate da herpes simplex tipo 1 e 2. Spesso e' efficace nel trattamento di cheratiti epiteliali dovute al virus herpes che non rispondono alla somministrazione locale di idoxuridina.

Controindicazioni
Ipersensibilita' a qualsiasi componente del prodotto.

Effetti indesiderati
Occasionalmente, a seguito dell'instillazione del collirio o alla applicazione della pomata oftalmica, puo' essere avvertita dal paziente una lieve e transitoria sensazione di bruciore o puo' comparire arrossamento.
Sono stati inoltre osservati raramente cheratopatia puntata superficiale, cheratopatia epiteliale, cheratite secca, congiuntivite follicolare, edema palpebrale, aumento della pressione intraoculare, occlusione dei puntini lacrimali.

Interazioni con altri farmaci
Per l'uso previsto non sono conosciute interazioni con altri farmaci.

Precauzioni
La trifluridina deve essere prescritta unicamente a pazienti con diagnosi clinica accertata di cheratite erpetica. Va tenuto presente che una diminuita integrita' corneale o l'infiammazione uveale o stromale possono aumentare la penetrazione del farmaco nell'umore acqueo.
Non sono stati segnalati fenomeni di assuefazione o dipendenza dal farmaco. Il trattamento deve essere protratto per alcuni giorni dopo completa guarigione dell'eruzione erpetica, al fine di evitare eventuali recidive. In casi particolari la trifluridina puo' essere associata con altri farmaci somministrati localmente come steroidi, antibiotici, interferon, atropina, ecc.
Se dopo 7 giorni di terapia non si osservano segni di miglioramento o se dopo 14 giorni non si osserva una completa riepitelizzazione debbono essere prese in considerazione altre forme di terapia.
Nelle donne in stato di gravidanza il prodotto va prescritto solo dopo un'attenta valutazione da parte del medico anche se non sono stati riscontrati effetti teratogeni sugli animali.
Non sono disponibili dati relativi alla presenza di trifluridina nel latte materno dopo somministrazione topica.Un sovradosaggio per instillazione oculare e' improbabile.

Informazioni per il paziente
Evitare il contatto del beccuccio contagocce con l'occhio e i suoi annessi per evitare contaminazioni.
Non sono noti effetti negativi della trifluridina sulla capacita' di guidare o sull'uso di macchine.
Chiudere il flacone e il tubo subito dopo l'uso.

Farmacocinetica
Dopo instillazione topica di trifluridina e' stata dimostrata la comparsa del farmaco in camera anteriore. L'assenza di epitelio corneale aumenta la penetrazione della trifluridina di circa 2 volte. Una diminuita integrita' corneale o stromale o l'infiammazione dell'uvea possono aumentare la penetrazione della trifluridina nell'umore acqueo. Il farmaco viene metabolizzato a trifluorotimina e deossiribosio ad opera degli enzimi cellulari ed e' instabile a pH superiore a 7,6.
L'assorbimento sistemico alle dosi consigliate appare essere trascurabile. Dopo instillazione non sono state infatti trovate concentrazioni significative di trifluridina o di suoi metaboliti nei sieri di soggetti sani adulti che avevano instillato il collirio 7 volte al giorno per 14 giorni consecutivi.

Forme farmaceutiche e posologia
Collirio. Instillare nel sacco congiuntivale 1 goccia di collirio ogni 5 volte al giorno per 8 giorni.
Pomata oftalmica. Applicare nel sacco congiuntivale da 3 a 5 mm di pomata 3-4 volte al giorno. La pomata puo' essere anche usata come complemento al trattamento diurno con trifluridina. In questo caso applicare 3-5 mm di pomata nel sacco congiuntivale alla sera prima di coricarsi. Il collirio deve essere conservato a temperature comprese fra 4 e 8 gradi centigradi. La pomata deve essere conservata a temperature inferiori a 20 gradi centigradi.

Specialita'
Triherpine (Ciba Vision) COLLIRIO: Trifluridina 1% POMATA: Trifluridina 1%.

ANTIVIRALI IN ASSOCIAZIONE

IDOXURIDINA + COLISTINA + TETRACICLINA + XANTOPTERINA
L'idoxuridina e' una sostanza antivirale attiva sui DNA-virus, specie del gruppo degli Herpes-virus, capace di determinare un abbassamento del titolo virale nei focolai infettivi.
La colistina metansulfonato e' una antibiotico poco tossico e ben tollerato con un'azione essenzialmente battericida sulla maggior parte dei batteri Gram negativi.
La rolitetraciclina e la tetraciclina hanno una bassa tossicita' acuta ed una scarsa penetrazione intraoculare. Hanno un ampio spettro d'azione comprendente batteri Gram-positivi e Gram-negativi, clamidie, micoplasmi, rickettsie ed amebe.
La xantopterina ha dimostrato, in vitro, notevoli capacita' di accelerare la crescita degli elementi cellulari di vari tessuti.
Per ulteriori informazioni consultare monografie dei singoli principi attivi.

Meccanismo di azione
L'idoxuridina agisce bloccando l'utilizzazione della timidina per la sintesi del DNA virale. Inoltre interferisce anche con l'attivita' della timidina chinasi e della DNA polimerasi attraverso un processo di inibizione a feedback.
La colistina agisce legandosi alla membrana delle cellule batteriche ed alle membrane ricche di fosfatidiletanolamine, alterandone le proprieta' osmotiche.
La rolitetraciclina e la tetraciclina agiscono inibendo la sintesi proteica a livello dei ribosomi batterici.
La xantopterina agisce stimolando la replicazione delle cellule dell'epitelio corneale.

Indicazioni
Terapia delle manifestazioni erpetiche degli annessi, della congiuntiva e della cornea.

Controindicazioni
Questa associazione e' controindicata nei pazienti con ipersensibilita' conosciuta o sospetta a qualcuno dei componenti.

Effetti indesiderati
In alcuni casi sono stati notati dolore, irritazione, prurito, infiammazione, edema dell'occhio e della palpebra, reazioni allergiche. Talora puo' insorgere fotofobia. E' stato inoltre notato in alcuni casi l'opacamento della cornea e difetti dell'epitelio corneale come puntini e piccole macchie.

Interazioni con altri farmaci
Per l'uso previsto non sono note interazioni con altri farmaci.

Precauzioni
Nelle donne in stato di gravidanza e nella primissima infanzia il prodotto va somministrato nei casi di effettiva necessita' sotto il diretto controllo del medico.
L'uso prolungato di antibiotici topici puo' condurre alla crescita di microorganismi non sensibili agli stessi. Se cio' si dovesse verificare o si sviluppasse irritazione o sensibilizzazione a qualsiasi componente l'uso deve essere sospeso e deve essere instaurata una terapia adeguata.
Non utilizzare questa associazione contemporaneamente ad altri colliri.
Il prodotto se accidentalmente ingerito o se impiegato per lunghi periodi di tempo a dosi eccessive puo' determinare fenomeni tossici. Esso va quindi tenuto lontano dalla portata dei bambini.

Informazioni per il paziente
Il collirio, all'atto della ricostituzione, deve essere agitato fortemente e a lungo: in funzione della temperatura vi potrebbe essere una microsospensione dell'idoxuridina che si sciogliera' a contatto con il liquido lacrimale. Il collirio pronto per l'uso deve essere consumato entro 10 giorni.
Evitare il contatto del beccuccio contagocce con l'occhio e i suoi annessi. Non esistono controindicazioni sulla guida e sull'uso di macchine dopo l'instillazione del collirio.

Farmacocinetica
La idoxuridina e' scarsamente solubile in acqua e penetra attraverso la cornea con difficolta', per cui la sua azione e' efficace solo in caso di lesioni epiteliali.
La rolitetraciclina, la tetraciclina e la colistina penetrano hanno una bassa tossicita' acuta e penetrano scarsamente nei tessuti oculari.
Il passaggio transcorneale della xantopterina e' pressoche' nullo.

Forme farmaceutiche e posologia
Collirio. La dose consigliata e' pari ad 1-2 gocce ogni 1-2 ore. Il collirio, a differenza della pomata, contiene rolitetraciclina invece di tetraciclina.
Pomata. Applicare 0,5 cm di pomata nel fornice congiuntivale ogni 4 ore.
Il collirio, dopo la ricostituzione, deve essere conservato in frigorifero al riparo dalla luce. La pomata oftalmica non richede refrigerazione, ma deve essere conservata a temperatura ambiente.

Specialita'
Iducol Collirio (Sifi) COLLIRIO: Idoxuridina 0,25% + colistina metansulfonato 180.000 UI/ml + rolitetraciclina 0,5% + xantopterina 0,25 mg/ml.
Iducol Pomata (Sifi) POMATA: Idoxuridina 0,25% + colistina metansulfonato 180.000 UI/ml + tetraciclina 0,5% + xantopterina 0,25 mg/ml.

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