Il perché della campagna di pressione su Chiquita
(4 ottobre 1999)

        Il Gruppo Iqbal Masih di Massa Carrara si è fatto promotore, a livello locale, della campagna di pressione sulla multinazionale delle banane Chiquita, che festeggia quest’anno il secolo dalla sua costituzione. La campagna è promossa a livello nazionale dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Associazione Botteghe del Mondo, Emmaus Italia, Associazione Italiana Amici di Raoul Follerau.
        I consumatori sono invitati ad inviare a Chiquita Italia una cartolina prestampata con cui si sollecita la multinazionale a firmare l'accordo proposto da COLSIBA, il coordinamento sindacale dei lavoratori delle banane del Centro America. Una cartolina simile va spedita anche a PAM, che è fra i maggiori distributori di banane Chiquita nel nostro paese, affinché a sua volta solleciti la Chiquita in questa direzione.

        Non si tratta di un boicottaggio, ma soltanto dl un invito pressante alla Chiquita a rispettare i diritti dei lavoratori delle piantagioni di banane e a migliorare le loro condizioni di vita.
       La situazione dei braccianti bananieri del centro America, regione da cui proviene gran parte delle banane consumate in Europa, è da sempre drammatica: il lavoro, sottopagato e solitamente precario, si svolge in condizioni di inquinamento da antiparassitari e fertilizzanti chimici tale che molti braccianti hanno riportato danni irreparabili alla salute (si pensi che, ad esempio, in Costa Rica, per la coltivazione di banane, si impiegano mediamente 44 kg di prodotti chimici per ettaro ogni anno, contro i 4 kg utilizzati in media nelle altre colture nei terreni dei paesi industrializzati).

        Nell’ultimo anno e mezzo, però, le condizioni sono ulteriormente peggiorate a causa delle devastazioni provocate dall'uragano Mitch che ha colpito soprattutto l'Honduras ed il Nicaragua, dove Chiquita controlla, direttamente o tramite appalti, moltissime piantagioni. Approfittando del gravissimo disagio di questi paesi e dei braccianti che si sono trovati senza lavoro a causa della distruzione di molte coltivazioni, la Chiquita ha fatto marcia indietro su alcune importanti concessioni che erano state ottenute dopo anni di lotte da parte de lavoratori, ed ha minacciato dl lasciare l'Honduras se non verrà firmato al più presto un accordo che penalizza fortemente i contadini.
        Se proprio non possiamo farne a meno, continuiamo a mangiare le banane Chiquita ma almeno compiamo un gesto di civiltà pretendendo che vengano prodotte nel rispetto della natura e della dignità degli uomini.
        Chi fosse interessato a partecipare alla campagna (che comporta una spesa di sole 1600 lire per i francobolli e pochi istanti per compilare ed imbucare le cartoline) può contattare il nostro gruppo presso i recapiti riportati nell’home page iniziale.