“E'
il giorno di Pasqua. Oggi Iqbal Masih è stato ingiustamente ucciso
e così abbiamo perso un vero tesoro di questo mondo.
Chi era Iqbal?
Era un ragazzino
di 12 anni che era stato ridotto a schiavo in una fabbrica di tappeti insieme
a molti altri ragazzini.
Infatti
le dita dei bambini, più agili e sottili, riescono a fare i nodi
più piccoli e più stretti. Per questo i ragazzi sono molto
richiesti dai padroni delle fabbriche e molte famiglie sono costrette a
vendere i propri figli per poche rupie, come nel caso di Iqbal.
( Il Gruppo alla Marcia della Pace Perugia-Assisi del 26 settembre 1999)
Iqbal
iniziò a circa 4 anni a lavorare nella fabbrica di tappeti e smise
a 10 anni quando incontrò Ehranullah Kan, leader di una organizzazione
contro lo sfruttamento dei minori.
Da allora
il ragazzo si è sempre impegnato a lottare contro la schiavitù
minorile. Ha partecipato a molte conferenze su questo argomento ed ha raccontato
le terribili condizioni in cui vivevano lui e i suoi amici. Negli Stati
Uniti vinse un premio di 15mila dollari dalla Reebok e Iqbal disse che
con quei soldi si sarebbe pagato gli studi.
Quando fu
liberato, il ragazzo aveva un debito di 13mila rupie da pagare al suo padrone
e ne guadagnava una al giorno.
“Ma” ha detto
Iqbal “adesso è il mio padrone ad avere paura di me!”
Purtroppo,
però, quel giorno di Pasqua, mentre era in bici con dei suoi amici,
una macchina passando sparò e Iqbal morì sul colpo.
Possiamo dire
però che ha finito la sua vita da vero eroe e che non lo dimenticheremo
mai.
Anzi, adesso
che abbiamo imparato tante cose da lui e dalla sua vita, ci impegneremo
ad aiutare tutti quei ragazzi che si trovano in schiavitù, come
lo era un tempo Iqbal.
(26 maggio 1995, I media) da “Il libro di Alice” di Alice Sturiale